Intervista di Stana a TV Guide

La prima stagione di Absentia, il thriller psicologico mandato in onda da Amazon, ha avuto come tema principale la ricerca di giustizia per Emily Byrne (Stana Katic). È stata rapita da un famigerato serial killer e tenuta prigioniera per sei anni, prima di essere ritrovata dalle autorità. Ha fatto ritorno presso la sua famiglia con quasi nessuna memoria di quanto le è accaduto, o del motivo.

Entro la fine della stagione Emily è stata in grado di individuare l'identità del suo rapitore e ottenere vedetta, ma sono rimaste alcune domande in sospeso riguardo a quello che è avvenuto davvero durante la sua prigionia.
Nella seconda stagione è di nuovo alla ricerca di risposte, ma indagando più in profondità nel suo passato, si confronterà con interrogativi ancora più disturbanti, trovandosi implicata in un altro mistero, dopo un attacco terroristico avvenuto nella città di Boston.
TV Guide ha parlato con Stana Katic del viaggio di Emily nella seconda stagione e di quanto sia profondo il baratro da cui deve risalire.

Hai lavorato molto per sviluppare il mondo di Emily nella prima stagione. Qual è la cosa che ti è piaciuto di più esplorare nella seconda stagione, dopo aver impostato le fondamenta di quel mondo?
Dovevamo far conoscere di più Emily al pubblico. Anche se in alcuni momenti abbiamo scavato nella profondità del personaggio, almeno per i primi quattro o cinque episodi abbiamo mantenuto una prospettiva oggettiva su di lei. Il pubblico, pur avendola conosciuta meglio nel corso degli episodi, non ha mai davvero potuto fidarsi totalmente della propria lealtà nei suoi confronti. Nella seconda stagione abbiamo esplorato ancora più a fondo un personaggio che ha un senso di sé fratturato.
Sta recuperando i pezzi attraverso ricordi nebulosi e indaga il suo terribile passato per poter impostare un rapporto con il figlio, che è un elemento trainante della sua vita. Trattandosi di un thriller psicologico, è stato interessante esplorare di più proprio il lato psicologico.
Inoltre, per me come produttrice, è stato entusiasmante esplorare più intimamente gli altri personaggi. Molti di loro, almeno per quanto riguarda il cast principale, hanno archi narrativi interessanti nel corso della stagione e sono orgogliosa del lavoro che hanno fatto. Non vedo l'ora che il pubblico abbia l'opportunità di conoscere meglio quei personaggi, venire a conoscenza dei segreti che emergeranno e apprezzare le loro interpretazioni. 

Era chiaro già dalla prima stagione che Emily non sarebbe mai stata in grado di trovare pace finché non avesse individuato il suo rapitore e avesse scoperto quello che le era accaduto. È quel che è successo alla fine della prima stagione, ma sembra che non sia facile per lei riabituarsi alla vita normale. Qual è la sfida più grande che affronterà nella seconda stagione e che cosa le serve per poter guarire e mettersi tutto alle spalle?
L'interrogativo a cui le preme di più dare una risposta nella seconda stagione è che cosa sia veramente successo in quegli anni, di cui ha intravisto un flash proprio alla fine della prima stagione e di cui ha bisogno di avere delle prove. Oltre a questo, e ancora più importante, vuole essere certa che Flynn sia al sicuro accanto a lei, perché quello che la spinge ad andare avanti è il benessere del figlio. Il rapporto che ha con lui, l'amore che prova per lui, è ciò che le ha reso possibile sopravvivere a qualsiasi cosa in quegli anni.

Parlando di Flynn, anche lui dovrà combattere i suoi demoni nella seconda stagione. Quale impatto ha su Emily la consapevolezza che il figlio debba gestire quel tipo di trauma, in gran parte a causa del fatto che lei è tornata nella sua vita?
È una di quelle cose alle quali il pubblico assisterà nel corso della stagione. È un bene che Flynn abbia quasi un'intera comunità di genitori per lui, per cui sia Alice (Cara Theobold) che Nick (Patrick Heusinger) faranno parte di questa tematica. Non è qualcosa di semplice da gestire per i tre genitori, considerando anche la famiglia allargata che circonda Flynn... Penso che il tipo di resilienza che ha aiutato Emily ad andare avanti sia presente anche nel figlio.

Emily inizierà a fare affidamento su Tommy Gibbs nella seconda stagione, considerandolo un alleato. Perché è lui la persona a cui si rivolge, invece che a Nick o a qualcun altro, perché la aiuti a ricostruire quel che le è accaduto in passato?
Abbiamo scoperto da alcuni elementi che Tommy (Angel Bonanni) è un outsider sotto molti aspetti. C'è qualcosa in lui che ricorda il tenente Colombo, ma ha anche fatto esperienza di situazioni estreme. E ha un punto di vista più completo su Emily. Credo che ne veda l'aspetto positivo. Di fatto sono una coppia di outsider. Riescono a entrare in relazione con l'altro perché condividono un legame, nonostante il fatto di essere entrambi outsider e di essere stati messi di fonte ai lati peggiori dell'essere umano. È rimasto del buono in ognuno di loro.

Come descriveresti la tematica generale della seconda stagione?
Ho sempre pensato a questo show come a una graphic novel. La storia mi è sempre sembrata simile a quella di Ulisse, uno dei miti più antichi, sostituendo Emily al posto di Ulisse. Non è un soldato, ma in molti sensi è come se lo fosse, come se fosse tornata anche lei da una specie di guerra. Come per Ulisse, ci saranno prove psicologiche da affrontare nel suo ritorno a casa, per tornare a gestire il proprio corpo, la propria psiche, poter essere responsabile del proprio futuro, di se stessa. Penso che sia questo il nucleo fondamentale della stagione. E, naturalmente, ci sono le storie degli altri personaggi, che contribuiscono ad arricchire questo mondo.

A questo proposito, è un mondo che ti piacerebbe continuare a esplorare il più a lungo possibile o intravedi una conclusione temporalmente definita per la storia di Emily?
Non so se ci sia una conclusione definita. Come produttrice esecutiva so che non è semplice continuare a narrare un thriller psicologico ed è fondamentale per noi, come gruppo di collaboratori, essere sicuri di mantenere la tensione tra una scena e l'altra, un episodio e l'altro, e una stagione e l'altra. Credo che in questo ambito si debba sempre tenere presente il rispetto da dare al pubblico ed essere consapevoli di quanto sia possibile continuare con la storia, senza forzare la storia stessa. 

Come descriveresti la stagione in tre parole?
Retaggio. Intensa. Dinamica.

 

La seconda stagione è disponibile in streaming su Amazon da venerdì 14 giugno.

 

Da https://www.tvguide.com/news/stana-katic-absentia-season-2-interview/ 

 

  • www.absentiaitalia.it
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