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Sia sempre benedetta la Moldova che ci proietta verso nuove mirabolanti avventure, lontane – almeno per ora - dall'ambiente emotivamente opprimente di Boston, in cui sono tutti variamente impegnati a mandare a rotoli la loro vita, tenersi segreti, reagire in modo eccessivo e prendersela con Emily. [Magari parlarvi, famiglia Durand?!]

La Moldova a confronto è pura brezza salmastra, di cui intendo godere profusamente. Possiamo prenderci una pausa dai problemi e affrontare avvincenti peripezie insieme ai nostri eroi, Emily e Cal (Sasha e Mitchell, nella versione più cool), mirabilmente appaiati. Levategli il biglietto di ritorno e lasciateli lì.

Tornando seri, ho particolarmente apprezzato il cambiamento di setting e sono più che pronta ad avventurarmi con loro nelle lande estreme della società civile con tutto quello che comporta: mercenari, mafiosi, criminali e compagnia cantante.

Ammetto che, sebbene la situazione sia a tutti gli effetti pericolosa, visto che i due sono completamente lasciati a loro stessi e alle loro risorse individuali, ho percepito le numerose scene d'azione che li hanno visti protagonisti come venate di una tonalità sotterranea scanzonata che ben si contrappone alla pesantezza e alle formalità istituzionali che si sono lasciati alle spalle, pur non perdendo mai il rispetto per la serietà che gli eventi meritano. Insomma, mi sono (anche) divertita una cifra, mettono proprio allegria anche se rischiano di morire ogni cinque minuti per i più svariati motivi.

È innegabile (per me) che i due personaggi siano perfettamente compatibili e che la loro partnership, solo recentemente costituita, sia già robusta e formidabile. Il merito va dato al mix vincente composto dalla stima che entrambi provano per l'altro – per quanto lei ci abbia messo un po' di più ad aprirsi alla possibilità che lui non fosse completamente idiota –, lealtà conquistata sul campo in terra moldova, sostegno nelle difficoltà e l'onnipresente umorismo con cui riescono ad alleggerire i momenti peggiori, sia per loro che per noi in quanto pubblico (mi fanno morire le facce di Cal quando Emily è già pronta al passo successivo e lui non disdegnerebbe di sedersi due minuti a riprendere fiato).

Mi entusiasma vederli alle prese con ogni imprevisto, che sanno sempre brillantemente superare in modi impensati e creativi, per esempio sconfiggendo il crimine a colpi di mocio in testa. Amo da sempre le parti di approfondimento psicologico, ok, lo sapete, ma ogni tanto ci vogliono anche queste classiche sequenze di pura azione, in cui tutti gli ingranaggi paiono funzionare perfettamente grazie a un ottimo ritmo e un indiscusso cameratismo tra i due.

Emily è completamente diversa da come finora apparsa mentre si costringeva a infilarsi in una vita che desiderava, ma alla quale non riusciva ad adeguarsi, per quanti sforzi facesse. È molto più sicura di sé, più rilassata, una professionista ben addestrata che si mantiene lucida e fredda nelle condizioni più impegnative, in grado di difendersi e di volgere a suo favore qualsiasi intralcio trovi sulla sua strada. È una leader innata che ha naturalmente assunto il comando, essendo più audace di Cal, che tra i due è quello più prudente, ecco perché insieme funzionano tanto bene. Lui è più riflessivo, lei non ha paura di nulla, entrambi sono i migliori del loro settore.

Non credo che la trasformazione di Emily sia dovuta solo alla necessità di dover recitare la parte di una donna potente in cerca di nuovi mercati, anche se non poteva certo presentarsi come uno scricciolo impaurito dal mondo, o la copertura sarebbe saltata e addio missione.
Penso che sia rinata grazie al fatto di essere stata messa nella condizione di poter agire, finalmente, fare qualcosa di concreto per risolvere un caso che coinvolge la madre, e indirettamente lei. È anche necessario che si mantenga sempre concentrata su quello che accade, perché le servono tutte le risorse che possiede per sopravvivere e questo le permette di focalizzare la mente sul presente e non sul resto.
In ultimo, perché nessuno la fa sentire costantemente inadeguata e non all'altezza dei criteri di normalità che da lei si pretendono. Emily in Moldova ci è rifiorita, chi lo avrebbe mai detto?

Certo, non possiamo fingere che si sia trasformata di colpo nella versione di se stessa guarita dal trauma subito, trauma che è anzi sempre pronto a riaffiorare nelle più svariate circostanze che agiscono in lei da trigger, come il rumore dell'acqua sotto di sé che la rimanda alle terribili torture subite. L'acqua è ancora una nemica ma, come nella prima stagione, quando si era tuffata nel lago ghiacciato di notte per fuggire agli inseguitori (*tra cui Nick, ricordiamolo sempre), Emily si trova di fronte alla scelta di affrontare o meno il suo incubo più grande. Anche in questa occasione Emily ci mostra la fibra d'acciaio di cui è fatta, pur non rendendosene mai conto. Guarda in faccia la paura, e le va incontro, senza tergiversare, senza starci a pensare troppo. Si tuffa nell'acqua -un vero e proprio salto nel vuoto, per prima, perché lei non si tira mai indietro.

Chiaramente l'impatto con l'acqua le provoca una reazione intensa di panico, come è normale che sia, trovandosi in un ambiente molto simile a quello in cui è stata tenuta prigioniera. Ma questo non la rende meno coraggiosa ed eroica, semplicemente un essere umano dotato di immensa grinta che cerca sempre di andare oltre la storia che si voleva scrivere per lei, parafrasando proprio una battuta pronunciata da Emily nel corso della puntata.

E proprio qui, signori, entra in scena “l'uomo del giorno”, ovvero il nostro Cal.

Cal è capace, con tutta la disinvoltura possibile - considerando le condizioni estreme in cui anche la sua vita è messa in pericolo-, di leggere quello che si stava scatenando in lei e interpretarlo correttamente. Io credo, dal modo in cui l'ha sempre studiata, che si aspettasse e fosse pronto a un'evenienza del genere, soprattutto da quando ha potuto vedere concretamente i segni che la prigionia aveva lasciato su di lei, cioè le cicatrici sulla schiena È lì che per me ha toccato con mano (metaforicamente) la vastità incredibile dell'esperienza alla quale è sopravvissuta e si è innescato in lui un istinto di protezione.

Cal assume il controllo quando la situazione lo richiede, prende le decisioni giuste e riesce a far defluire l'attacco di panico facendola tornare tra noi, invece di peggiorare la situazione e spingerla verso una spirale distruttiva, che abbiamo già visto in azione. Il tutto con un aplomb invidiabile, solo spettinandosi un po' i capelli e sappiamo quanto sia diffile calmare qualcuno che si dibatte in acqua e portarlo in salvo.
Infine le offre galantemente la propria giacca (fradicia) per scaldarla, come l'ultimo dei romantici.

Ora ditemi se si tratta solo di esperienza o addestramento, da parte di Cal, come sostengono tutti o se quest'uomo non merita una medaglia non solo per averla salvata da se stessa in condizioni oggettivamente oltre la media in quanto a difficoltà, ma soprattutto per essere l'unico che non la critica, non la fa sentire disadattata, non la tratta con supponenza, ma innanzitutto con rispetto, gentilezza e calore umano. Le basi, proprio. Che agli altri sfuggono, apparentemente.

Poi, ovviamente, non dobbiamo ignorare la condizione particolare in cui si trovano: è del tutto normale che, dovendo cavarsela da soli e potendo contare solo sull'altro, in situazioni estreme e adrenaliniche, alcune reazioni vengano “intensificate”, per cui via libera ad abbracci post pericolo scampato, maggiore vicinanza fisica e la preoccupazione fuori-ruolo che Cal prova sulle vere intenzioni che gli uomini nutrono per Emily (che lo redarguisce prontamente, essendo una donna votata unicamente alla missione, che non ha tempo per queste sciocchezze. A quel punto Emily è ancora convinta che lui sia un accessorio fastidioso da lasciare in un campo della Moldova, è solo dopo il salvataggio in acqua che inizia ad apparirle come un essere umano dotato di interessanti qualità e un vero e proprio alleato).
È solo per questo. Non per la chimica. Ovviamente.

L'unico motivo per cui non mi vedete entusiasta come dovrei per Cal e come sarei in altre occasioni è che non intendo donargli il mio cuore già a questo punto perché
1. lo vorrei per me;
2. è troppo bello per essere vero, sarà sicuramente uno psicopatico arrivato in città per oscuri motivi, sotto quella faccia da bravo ragazzo dell'FBI, non abbiamo passato le nostre vite a guardare serie tv per non avere almeno qualche sospetto;
3. vorrei fare quella che “Eh, io lo sapevo che non c'era da fidarsi, l'ho capito subito, non mi inganni”.
[Cal, prendi me, scegli me, ama me!! Cit.]
Per il momento mi godo le scene in cui sono protagonisti, la freschezza che il loro rapporto ha iniettato nella serie e la complicità e la spensieratezza che non intaccano la realtà dei pericoli in cui sono immersi, ma che rendono le loro interazioni irresistibili, grazie alla naturale sintonia che hanno sviluppato nel giro di pochissimo.

[Ora, detto tra noi, perché continuo a leggere: “Cal sarà un ottimo amico per lei”? Perché nessuno prende in considerazione che possa essere “altro”? Perché io annuisco e rispondo “Sì, certo, naturalmente”, girando il cucchiaino nel tè, però mica ho capito il motivo per cui è stato friendzonato senza appello dal pubblico. Io qualcosa in più lo vedo eccome, lo tengo per me e fingo disinteresse, ok, ma gli occhi per vedere ce li ho].

Prima di passare ad altro voglio segnalare alcuni momenti salienti che per nessun motivo possono essere lasciati nell'oblio:
- Emily (Stana) che parla in russo.
- Emily che compra moto e giubbini di pelle in contanti ai passanti e fugge sotto il temporale, passando prima a prendere Cal.
- Emily che viene invitata a non far rumore e pensa bene, invece, di sparare alla serratura.

Veniamo, invece, alla gente triste e cupa lasciata a Boston.
Riconosco il merito di aver dotato Nick di maggiore approfondimento psicologico in queste puntate, questo però non me lo rende gradito, anche se apprezzo la coerenza di base che rispetta il nucleo del personaggio per come ci è stato presentato da sempre.

Nick è fortemente incentrato su se stesso, per dirla con un eufemismo, e lo dimostra anche in occasione di un momento difficile della sua carriera e vita personale.
Laddove Emily, dopo un'esperienza drammatica molto più prolungata e indicibile, tenta di reagire facendosi interamente carico delle conseguenze che la prigionia ha prodotto in lei, cercando di proteggere chi le sta accanto, e per questo quasi consegnandosi a una solitudine auto-imposta, Nick sfoga il residuo di shock e la conseguente frustrazione su chiunque gli capiti a tiro, figlio compreso, cosa che Emily si guarda bene dal fare. [Per inciso, a quel tavolo non si può mai consumare un pasto fino in fondo].
Solo quello che accade a Nick è prioritario per Nick. Prima era incentrato sulla versione eroica di se stesso e ora non sa gestire la scoperta di essere un essere umano con limiti e debolezze. La sua intera famiglia è alle prese con drammi e problemi, ma lui non se ne rende conto, agendo in quel modo sgradevole e arrogante che ci è noto, soprattutto con Alice, per il quale io avrei già firmato le carte del divorzio.

A questo punto vorrei ricordare a Nick, sconvolto di fronte al dilemma etico di mentire al popolo americano su come siano andate veramente le cose con il terrorista, che già nel momento in cui non ha informato i superiori della parentela tra Emily e Valerie, ha contravvenuto alle disposizioni e ha infranto le regole. Per cui l'integrità per cui tanto si strugge (giustamente) era già stata incrinata quando ha lasciato che partisse per la Moldova. Il problema è alla base, non importa che una delle due cose sia più importante dell'altra, se vogliamo metterla sul piano puramente etico.

Nick si è indubbiamente ammorbidito nei confronti di Emily, per la quale manifesta preoccupazione quando salta l'appuntamento telefonico (ammetto che i siparietti telefonici tra i due sono stati divertenti). Non mi è spiaciuto vederli avere rapporti più distesi, sono convinta che un tempo quella fosse la loro normalità e che siano stati amici, oltre che marito e moglie. In più credo che lui abbia sempre ammirato lo spirito indomito di una donna dotata di una personalità molto più spiccata e intrepida della sua, più low-profile.

Penso che quella stessa personalità abbia sempre generato in lui sentimenti contrastanti di attrazione e frustrazione, a seconda delle circostanze. Non so se il cambiamento di Nick sia indotto dall'aver capito quello che ha passato Emily, grazie al fatto di condividere entrambi una condizione di stress post-traumatico, tenderei a escluderlo. Nick non è dotato di empatia, non sa identificarsi con le esperienze altrui, diversamente da Emily che ne è naturalmente provvista, come dimostra quando vuole aiutare la ballerina maltrattata, regalandole il mini-pugnale (o quello che è). Emily è per natura orientata verso altri, ecco perché è una degli agenti migliori dell'FBI (e lui no), tra le altre cose.
Penso che Nick le sia grato per avergli espresso vicinanza in un momento di crisi personale e credo che ne riconosca la superiorità professionale. Altro non mi azzarderei a sugggerire.

Per quanto riguarda Alice, non c'è davvero pace per lei. Credevo che la gravidanza fosse stata interrotta perché non utile alla narrativa della seconda stagione, in realtà niente viene dimenticato o perso per strada e questo è un ulteriore punto a favore.
Alice viene messa duramente alla prova quando scopre che eventuali gravidanze potrebbero non concludersi positivamente in una percentuale molto alta. Di fatto Flynn è l'unico figlio che potrebbe mai avere, e non è semplice dividerlo con un'altra madre, in un rapporto che è ben lontano dall'essere almeno correttamente impostato.

In più la relazione tra lei e Nick, della cui felicità domestica siamo stati testimoni solo nei primi minuti del pilot, durante la gara di Flynn in piscina, ha subito continui colpi che l'hanno progressivamente deteriorata. Alice, scopriamo, si aggrappava all'idea di un bambino tutto loro come unico modo di salvare la situazione, ma è una strada non più percorribile, se mai lo è stata, pensandoci lucidamente. Credo che le questioni da risolvere nel loro matrimonio siano altre e molto più urgenti e pressanti, a partire da una pessima gestione comunicativa. Immagino che si senta cedere il terreno sotto ai piedi e che abbia perso qualcosa su cui contava moltissimo, forse l'unica prospettiva che riusciva a darle speranza per il futuro.

Non ho invece apprezzato molto la scena con lo psicologo. Per me è stata troppo frettolosa e non mi sono piaciuti i consigli dell'uomo. Non si può dire a una donna, che sente il matrimonio in crisi e se ne preoccupa, che “deve continuare per il figlio” (tradotto: “Stacce”), senza darle modo di sfogarsi, ascoltare le sue ragioni, non è il modo in cui gli psicologi lavorano, non emanano verità inoppugnabili sulle vite altrui, senza dar spazio all'altro. Non ha cercato con lei soluzioni, non ha provato a farle vedere le cose da un'altra prospettiva, sostenendola verso una decisione presa in autonomia. Capisco che è principalmente il terapeuta di Flynn (del cui bene si preoccupa), capisco anche che sia stata una chiacchierata tra colleghi e non una vera seduta psicologica, ma dirle “trovati un hobby” è l'apoteosi del luogo comune, anche se, naturalmente, chi si occupa sempre degli altri ha bisogno di occuparsi anche di sé. Forse la scena aveva bisogno di essere gestita con meno fretta (del resto lui stava andando a pescare, non era motivatissimo già in partenza a starla ad ascoltare). In sostanza non ha dato spazio alle sue emozioni, ma l'ha zittita subito mettendoci una toppa, e sappiamo che Alice, per quanto non sia in cima ai miei personaggi preferiti, merita che finalmente qualcuno la faccia almeno parlare e che l'ascolti fino alla fine (ed ecco Jack profilarsi all'orizzonte).

Ora non ci resta che attendere di scoprire come usciranno vivi i nostri eroi dall'ennesima avventura con cui ci hanno lasciato in sospeso. Se volete chiacchierare della puntata io ci sono sempre! Alla prossima.
-Syl

[Solo io ho notato che Sasha e Mitchell hanno mantenuto le iniziali dei nomi degli attori e che “Sasha Vanek” ha la stessa divisione in sillabe di “Stana Katic”? Ditemi che non sono la sola ad aver analizzato i nomi].

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